Sostegno Psicologico per Bambini e Adolescenti a Carrara e Online

Supporto per ansia, ritiro sociale, difficoltà scolastiche, ADHD, autostima e gestione delle emozioni.

I bambini non sempre riescono a dire che stanno male.

Spesso lo comunicano in altri modi: attraverso i comportamenti, i silenzi, la fatica a gestire le emozioni o un’agitazione che sembra difficile da comprendere.

Gli adolescenti, a volte, riescono a dare un nome a ciò che provano. Altre volte sentono di non avere le parole giuste o non sanno a chi rivolgersi.

Il sostegno psicologico offre uno spazio sicuro in cui poter portare ciò che si sta vivendo, senza paura di essere giudicati e senza dover dimostrare che il proprio disagio sia “abbastanza grave”.

È un luogo di ascolto, comprensione e crescita, dove bambini e ragazzi possono sentirsi accolti e aiutati a trovare nuove risorse per affrontare le difficoltà che stanno attraversando.

Per chi è

Lavoro con bambini e adolescenti dai 6 ai 17 anni, accompagnandoli nei momenti in cui emozioni, relazioni, scuola o cambiamenti di vita diventano particolarmente difficili da affrontare.

Alcune delle situazioni più frequenti per cui le famiglie decidono di chiedere supporto sono:

Difficoltà scolastiche, calo del rendimento, rifiuto della scuola o forte ansia prima di verifiche e interrogazioni

Ansia, paure o tristezza persistente, che influenzano il benessere e la vita quotidiana

Difficoltà nelle relazioni con i coetanei, conflitti frequenti, isolamento o esperienze di bullismo

Comportamenti difficili a casa, come rabbia intensa, oppositività, chiusura o frequenti conflitti familiari

Eventi di vita significativi, come separazione dei genitori, lutto, trasferimenti o altri cambiamenti che possono lasciare un segno importante

ADHD e altri disturbi del neurosviluppo, sia in presenza di una diagnosi già formulata sia durante il percorso di valutazione

Bassa autostima, insicurezza e sensazione di non sentirsi abbastanza capaci o adeguati

Ogni bambino e ogni adolescente vive le proprie difficoltà in modo diverso. Per questo il percorso viene costruito tenendo conto della sua storia, delle sue risorse e del contesto in cui vive.

Come lavoro

Il percorso inizia sempre da un colloquio con i genitori.

È un momento importante per comprendere la storia del bambino o del ragazzo, il contesto in cui vive, le difficoltà che stanno emergendo e le strategie che la famiglia ha già provato a mettere in campo.

Successivamente il lavoro prosegue con il bambino o l’adolescente, attraverso modalità adattate alla sua età, alle sue caratteristiche e ai suoi bisogni.

Con i bambini più piccoli utilizzo strumenti come il gioco, il disegno e la narrazione, non come semplici attività, ma perché rappresentano il loro modo naturale di esprimere emozioni, pensieri ed esperienze.

Con gli adolescenti il lavoro è generalmente più diretto e si costruisce a partire da ciò che scelgono di portare in seduta, rispettando i loro tempi e il loro bisogno di autonomia.

Durante il percorso mantengo un dialogo costante con i genitori, condividendo gli aspetti utili per sostenere il benessere del figlio e favorire una collaborazione efficace.

Nel caso degli adolescenti, questo avviene sempre nel rispetto della loro privacy e con il loro consenso, quando sono sufficientemente grandi da poterlo esprimere consapevolmente.

Alcune recensioni

In sintesi: L’osteopatia non usa altro mezzo che le mani dell’osteopata, e applica delle tecniche nel pieno rispetto dell’anatomia e della fisiologia, quali tecniche specifiche sulle strutture muscoloscheletriche, viscerali e craniali, che ripristinano l’equilibrio corporeo e favoriscono l’autoguarigione.

Domande frequenti sul supporto psicologico per bambini e adolescenti

Quando una difficoltà emotiva, comportamentale, scolastica o relazionale è persistente e interferisce con il benessere del bambino o della famiglia.

Nella pratica i due termini si usano spesso come sinonimi. Indicano un percorso di accompagnamento psicologico che non richiede necessariamente una diagnosi: serve ad aiutare il bambino o l’adolescente ad affrontare un momento di difficoltà, sviluppare strumenti emotivi e relazionali, stare meglio. È diverso dalla psicoterapia clinica più strutturata, anche se i confini non sono sempre netti.

Variano in base all’età. Con i bambini piccoli uso spesso il gioco, il disegno, la narrazione è il loro linguaggio naturale. Con i ragazzi più grandi il lavoro è più diretto: colloqui, attività pratiche, a volte tecniche di regolazione emotiva. Non esiste una tecnica unica: si adatta al bambino, non il contrario.

Non esiste un’età minima fissa. Già dai 3-4 anni un percorso può avere senso, soprattutto con tecniche di gioco e osservazione del comportamento. Quello che cambia con l’età è il metodo, non la possibilità di chiedere supporto.

A 10 anni il bambino ha già strumenti di linguaggio e consapevolezza di sé più sviluppati: il lavoro può combinare gioco, disegno e conversazione diretta. È un’età in cui spesso emergono le prime difficoltà scolastiche o relazionali più complesse, e un percorso mirato può fare una grande differenza.

È un’età di passaggio, spesso verso le medie: cambiano le richieste scolastiche, le dinamiche con i coetanei si fanno più complesse. I segnali da osservare sono cali nel rendimento, isolamento, cambi d’umore marcati. Un percorso a quest’età lavora spesso su autostima, gestione delle emozioni e adattamento ai cambiamenti.

Capita spesso, soprattutto con gli adolescenti. Non serve insistere o convincerlo a parlare: a volte basta proporre un primo incontro senza etichette — “andiamo solo a conoscere qualcuno”, non “vai dallo psicologo perché c’è un problema”. Il rifiuto iniziale spesso si scioglie quando il ragazzo capisce che non sarà giudicato. Anche un primo colloquio dei soli genitori può essere un buon punto di partenza.

Ricevo a Carrara, in Via Caffaggio 6 comodo per famiglie di tutta la provincia di Massa-Carrara, della Lunigiana e del confine con La Spezia. Per chi non è vicino, faccio anche sessioni online, con la stessa attenzione di un incontro in studio.

La rabbia è un’emozione normale. Quando però le esplosioni emotive sono molto frequenti, intense o compromettono la vita quotidiana può essere utile approfondire.

No. Il coinvolgimento dei genitori rappresenta una parte importante del percorso e consente di sostenere il cambiamento anche nella vita quotidiana.

Le difficoltà attentive possono avere cause diverse. Una valutazione permette di comprendere meglio il funzionamento del bambino e individuare eventuali bisogni specifici.

Dott.ssa Flaminia Fiory Psicologa Clinica per bambini, adolescenti e genitori

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